14/12/2014
LE PAROLE DI FINELLI NEL POST PARTITA

Alessandro Finelli dopo la gara contro Trieste: "E' incredibile la passione che c’è qui, non mi aspettavo così tante persone e questo è stato un grande segnale di rispetto per la maglia e per la Fulgor Libertas da parte dei tifosi che seguono la squadra da anni. 

 

Siamo solidali con la scelta della squadra perchè sono venute meno le condizioni di dignità e di lavoro non solo per gli stipendi non pagati ma anche per la questione degli alloggi. Noi dello staff siamo qui perché abbiamo un ruolo diverso: noi allenatori siamo degli insegnanti, degli educatori e abbiamo dovuto supportare questi ragazzi che venivano introdotti senza preparazione in una gara di professionisti.

E' stato bello vedere l’emozione e la gioia dei ragazzi, l’amore per la pallacanestro e lo stupore nel riscaldamento; emozioni uniche che ti riconciliano con lo sport. La gioia nel vedere questi ragazzi divertirsi nel giocare a basket è l'unica nota positiva della situazione paradossale. che stiamo vivendo.

Ora facciamo il punto della situazione: entriamo in una settimana chiave per pagare i NAS se no veniamo estromessi dal campionato. La proprietà ha garantito di pagare tutto tra giocatori, nas e staff entro giovedì e siamo in una situazione difficile ma ci auguriamo che sia così anche se da tante settimane vengono dette le stesse cose e non è mai cambiato nulla, visto che è dal 20 ottobre che sentiamo queste frasi.
In un modo o nell’altro si deve pagare se no la Fulgor Libertas muore. Inoltre abbiamo altri tre punti di penalizzazione, oggi giocando abbiamo tenuta in vita la società: se non giocavamo, con sette punti di penalizzazione, saremmo scomparsi.  Ora la città deve urlare a gran voce che si paghino i nas.

In questi 4 mesi abbiamo sofferto, ma è importante che siano serviti a qualcosa. Il mondo della pallacanestro deve apprendere cosa è successo a Forlì e ora che c’è un nuovo direttivo guidato da Basciano, chi di dovere venga a chiedere agli addetti ai lavori cosa significhi vivere questa situazione perché il basket non è questo che stiamo vivendo. Alla base servono regole precise che vanno rispettate, con proprietari che fanno il passo lungo come la gamba.
Chi ha preso impegni in estate non ha un euro in tasca e tra qualche giorno o ci saremo o non ci saremo più, non giochiamo col fuoco. Paghiamo i nas e rimettiamo in sesto la situazione per essere ancora in A2 l’anno prossimo.
Impariamo da questa esperienza perchè le regole non sono sufficienti a tutelare i lavoratori e noi sappiamo cosa andrebbe migliorato: Federazione, Lega, interpellateci e chiedeteci perché abbiamo vissuto in una situazione disagiata".